SAGGI ARTE STORIA NATURA

Gianluca Balocco

Naked plants

Spesso relegate dall’immaginario comune a ruoli decorativi e secondari, le piante in questo libro diventano protagoniste di un percorso surreale, dove sembrano sovvertire silenziose i nostri luoghi comuni cambiando con la loro nudità il nostro punto di vista.

“(…) sono come nude di luce, come un abbaglio, un anamorfosi, ma solo per pura evidenza. Ed è da questo loro riflesso che ci guardano, affiorando da una memoria ormai senza passato e da lì, da questo contrasto tra primo piano e sfondo, sembrano volerci restituire quella relazione costitutiva che dovremmo sempre intrattenere anche noi con la nudità della vita, con la nudità del nostro sguardo e in particolare con la nudità di ognuna di quelle singoli immagini.”
Riccardo Panattoni

Sospese nel vuoto in un istante impossibile, le piante sono ritratte come esseri viventi extraterrestri venuti da pianeti spogli e lontani, capaci di comunicarci qualcosa di assoluto e di colmare l’istante presente ed effimero della vita dell’uomo. Come nel Principio del Tao, dove la terra genera e il cielo protegge, l’autore ha sospeso per un istante queste creature per mostrarle vive e misteriose.

“(…) Eccole lì in un salotto, sospese in mezzo alla stanza, o in un angolo, o anche in spazi pubblici, a volte sole, altre con delle persone che occupano quegli spazi o vi passano; a volte sembrano voler fare qualcosa, toccare degli oggetti da cui sono attratti; altre volte eccole alle spalle di persone, forse ignare della loro presenza quasi vigilassero su di loro, come degli angeli custodi, per cui i loro rami paiono ali. Sono come delle apparizioni, delle presenze indefinibili, dei fantasmi forse, che finalmente si rendono visibili, ma non improvvisamente, quanto piuttosto come se fossero lì da sempre. La loro sospensione indica anche questo, che non sono tanto o solo visioni sorprese prima che spariscano, ma che hanno il carattere di qualcosa che è sempre stato lì, solo che si sono rese visibili o le guardiamo soltanto ora per la prima volta con attenzione (…)”.
Elio Grazioli

La luce le attraversa per rivelare il tema della vita, la funzione dello spazio, il mondo naturale e innaturale che ci circonda.

“(…) la luce è sempre concentrata sulla pianta, tanto che, nonostante la presenza spesso di una finestra a indicare una fonte, sembra essere sua propria, non tanto emanare dall’interno, quanto appartenerle come un colore. Allora la pianta è viola, o azzurra, o rosa, come se fosse il suo colore. Un colore simbolico? Immaginiamo di sì, ma comunque, di nuovo, nel senso in cui è necessario per ottenere l’atmosfera e il senso che Balocco vuol dare alle sue piante nude. Che siano dunque denudate dalla luce? Questa vuole essere fotografia fatta con questa luce altra (…)”. Elio Grazioli

Completano l’opera i pensieri di chi ama le piante come creature viventi e intelligenti. Testimonianze diverse che ci parlano di come il senso della vita e delle nostre origini risieda nell’equilibrio tra uomo e ambiente così come tra le cellule e il corpo umano.

Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito:
– fotografie
Gianluca Balocco, architetto, fotografo, artista. Vive e lavora tra Verona e Mantova

– prefazione
Elio Grazioli, Dipartimento di Lettere e Filosofia Università di Bergamo
Riccardo Panattoni, Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia Università di Verona

– testimonianze
Stefano Mancuso, Dipartimento di Ortoflorafrutticoltura Polo Scientifico Università di Firenze
Michael Pollan, scrittore, giornalista, docente di giornalismo UC Berkeley Graduate School of Journalism
Carla Balocco, Dipartimento di Ingegneria Industriale Università di Firenze
Pietro Leemann, chef Joia Milano
Clark Anthony Lawrence, giardiniere, ideatore di Hortus Horrei, Corte Eramo, Mantova
Vaidya Maestro Swami Joythimayananda, maestro ayurveda e yogi, Corinaldo, Ancona.