Il cedro del Libano, Raffaella Romagnolo

Raffaella Romagnolo

Il cedro del Libano

Toccando le corde intime e struggenti delle grandi storie d’amore e delle imprese “disperatissime”, Raffaella Romagnolo intreccia magnificamente quattro vicende ambientate in momenti storici diversi ma tutte sospese nel tempo, con il preciso e riconoscibilissimo intento di celebrare la bellezza e il potere salvifico della natura.

Vita immaginaria di un alloro, Mario Fortunato

Mario Fortunato

Vita immaginaria di un alloro

Chi scrive romanzi può considerarsi responsabile – materialmente responsabile – delle reazioni che essi possono provocare nel lettore? Da questa domanda innocente come un trabocchetto, prende le mosse il racconto corale imbastito da Mario Fortunato.

L’ultima foresta, Mauro Garofalo

Mauro Garofalo

L'ultima foresta

Mauro Garofalo è una splendida voce anarchica della letteratura italiana. Nella sua opera mescola ottimamente più stili e generi.

Il concerto del viale dei lecci, Davide Rondoni

Davide Rondoni

Il concerto del viale dei lecci

“Sotto il viale dei lecci andava in scena non solo l’andirivieni della grande storia con i suoi rivolgimenti tra regimi, politica, terrorismo, ma anche il confuso via vai del tempo feriale, basso, quello dei semplici e dei segnati, il romanzo degli umili”

Solo di uomini il bosco può morire, Antonella Cilento

Antonella Cilento

Solo di uomini il bosco può morire

Eppure, la foresta e la dea che abita Cuma accolgono gli esuli, inclusa l’autrice che vi si rifugia durante i lockdown e la racconta: reportage, racconto, narrazione storica, Solo di uomini il bosco può morire cerca di restituire la frontiera da cui la natura ci spia e in cui possiamo ancora rinascere

Bjula delle betulle, Gian Luca Favetto

Gian Luca Favetto

Bjula delle betulle

“Se non il futuro, in forma di avventura, di sogno bisogno ambizione e riscatto, di amore, che cos’altro cerca una persona?”. Il nuovo libro di Gian Luca Favetto, che arricchisce la collana “Il bosco degli scrittori”

Il bosco di là, Lorenzo Marone

Lorenzo Marone

Il bosco di là

Dopo la guerra aveva preferito andar dietro l’invisibile, vedeva le cose a modo suo, e il più delle volte non capiva la lingua dei suoi simili. In quei casi tornava al bosco di là, come lo chiamavano quelli del paese, perché era dall’altra parte della valle, e si metteva seduta sotto la grande quercia, a parlare col vento per l’intero pomeriggio.

L’albero, John Fowles

John Fowles

L'albero

“Abbiamo ancora questo, da imparare: l’inalienabile alterità di ognuno di noi, umano e non umano, che può sembrare la prigione di ciascuno, ma al suo centro, nel profondo di quegli infiniti alberi metaforici che ci impediscono di vedere il bosco intero, è sia la giustificazione che la redenzione”.

Erba matta, Laura Bosio

Laura Bosio

Erba matta

Se le erbacce fossero come me, ragiono, il mondo se ne sarebbe liberato in fretta. Per questo le ammiro e le disegno in ogni particolare, per imparare da loro? Ostinate, risolute, di riservata eppure prorompente bellezza. Ragazze di strada.

La quercia di Bruegel, Alessandro Zaccuri

Alessandro Zaccuri

La quercia di Bruegel

Non datevi il disturbo di distinguere tra l’alba dei fatti e il crepuscolo dell’invenzione. Semmai, ascoltate questa storia come ascoltereste una canzone di cui qualche parola è stata dimenticata, ma si è tramandata la melodia.

Il pioppo del Sempione, Giuseppe Lupo

Giuseppe Lupo

Il pioppo del Sempione

Lo guardo a fondo negli occhi. Ha ragione lui: ognuno ha bisogno di fabbricarsi il suo dio e lui se l’è fabbricato con un pioppo, con l’impalcatura del Monte Rosa, con una gara autunnale di bicicletta, con una fabbrica e una strada, la statale del Sempione, il grande serpentone di asfalto che parte dall’Arco della Pace, a Milano, e arriva in Francia. Se non ci fosse questa strada, lui probabilmente non avrebbe resistito tanto a lungo da queste parti, perché ci scivolano tante biciclette ogni giorno, estate o inverno, tranne i giorni di nebbia.

Il bosco del confine – Federica Manzon

Federica Manzon

Il bosco del confine

Nel bosco non esistono confini, diceva mio padre. Lo ripeteva spesso come una formula da mandare a memoria, rivelatrice di una qualche verità che avremmo capito solo molto tempo dopo, una volta diventati adulti.