IL BOSCO DEGLI SCRITTORI
Il cespuglio
L’improbabile protagonista di questo libro è testimone di violenze, misteri, segreti umani… il vento gli sussurra storie che nessuno ascolta mentre il sole brucia e la sabbia acceca.
Dopo Invernale – celebrato finalista al premio Strega – Dario Voltolini torna a costruire una storia solo apparentemente minimale, fatta di pochi ma memorabili ingredienti.
Rotola, incessante, attraverso deserti, mari e continenti. Lo sospinge il vento – quello stesso vento che gli sussurra storie che provengono da ogni tempo, mentre il sole brucia e la sabbia acceca. È un cespuglio: narratore improbabile eppure irresistibile, testimone vegetale di violenze, misteri e segreti umani. Un giorno dopo l’altro, tra tempeste violentissime e bombe d’acqua, vola, cade, naviga intrappolato in un cargo, rimbalza e vola ancora. E ogni caduta è un atto di liberazione, ogni rotolata un’epifania, ogni incontro un insegnamento. Dal deserto del Mojave alle aspre rocce del Carso, ricordando antiche pianure, passando per gli stretti di Gibilterra, di Messina e di Suez, costeggiando isole filosofiche come Creta, fino ai deserti mediorientali, questa pianta sradicata racconta, osserva, ironizza, medita, dialoga e riflette con una voce inverosimile eppure plausibilissima. Il lettore si lascia prendere dal vortice del suo movimento ipnotico e non riesce più a fermarsi: finché un toccante e visionario crescendo finale sigilla questo romanzo, breve e tesissimo, collocandolo nei territori della letteratura fantastica.
“Mi sono convinto che tra prosa e poesia c’è una fantastica, misteriosa striscia di terra. Che mi risulti, ci fanno entrare solo Voltolini.”
Alessandro Baricco
































