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Come osate non fare niente?

Nei giorni della COP30 di Belém, e dopo la spedizione della Flottilla verso Gaza, la domanda che Greta Thunberg fece alle Nazioni Unite nel 2019 è ancora, e sempre più, di attualità. Perché c’è la transizione energetica, ma siamo ancora lontani da una transizione ecologica. E la contrapposizione fra due visioni del mondo – quella ambientalista e quella del capitalismo estrattivista, che cerca soltanto la crescita economica – è sempre più accesa.

Quei migranti invisibili saremo noi

Non vogliamo vedere la crisi climatica. Non guardiamo alle tante guerre in corso, e ai loro effetti sull’ambiente. Teniamo profughi e migranti lontano dai nostri sguardi. Ma tutto è connesso, tutti siamo connessi, e i destini sono incrociati.

Mentre il mondo degli adulti e del potere non sa, o finge di non sapere, uno scrittore e giornalista come Marco Garofalo va, guarda, racconta. E spiega perché sulle rotte delle migrazioni in Bosnia-Erzegovina c’è il prossimo nostro. E i prossimi potremmo essere noi.

La vita è intelligente, noi umani invece…

Si parla molto di “visione sistemica”, ma che cosa significa davvero? Quali prospettive di cambiamento e perfino di ottimismo può offrire, viste le attuali crisi che stanno mettendo a repentaglio la civiltà umana?

Questo dialogo fra Telmo Pievani e Fritjof Capra ne riassume con efficacia i principi, e costituisce un utile punto di partenza per approfondirne le parole chiave: rigenerazione, crescita qualitativa, reti, ecologia, e quella “intelligenza vivente” di cui la nostra specie può e deve dare urgentemente prova.

Impresa, salute e intelligenza naturale

Quando parliamo di “One Health” ci riferiamo a un approccio scientifico che concepisce la vita come una rete di relazioni in cui tutti gli esseri viventi sono interconnessi. E che mira a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi.  Poiché anche noi umani facciamo parte di questa rete, le nostre imprese sono parte di un sistema vivente e dovrebbero ispirarsi alle regole e all’intelligenza della natura.
Quello che segue è un estratto del capitolo “Impresa, salute e intelligenza naturale. Una case history” pubblicato nel volume One Health. Pensare le emergenze del pianeta, a cura di Vittorio Lingiardi e Isabella Saggio.  Si ringrazia la casa editrice Il Saggiatore per la gentile concessione.

Dalla Fattoria di Celle al Salone di Torino. Un sogno di arte, poesia e natura

La Fattoria di Celle, la raccolta di arte ambientale realizzata dalla famiglia Gori a a Santomato di Pistoia, è un luogo unico in Italia in cui la creazione artistica e poetica dialogano strettamente con la natura. In occasione del Salone del Libro 2025 alcuni protagonisti assoluti della cultura italiana – tra cui Sandro Veronesi, Antonio Franchini, Silvio Perrella e Gian Mario Villalta – hanno riflettuto su come “l’autentica convivenza tra l’opere e il paesaggio” possa essere la chiave per dare vita a questo sogno.

Quale energia, quale clima

l Pentagono è il singolo più grande consumatore di petrolio al mondo. È solo uno dei dati (impressionanti!) che dimostrano come la guerra sia la più energivora e dunque inquinante delle attività umane. E il dopoguerra? Al momento dominano due nuovi mantra: indipendenza energetica dalla Russia e autonomia difensiva dell’Europa. Ottime intenzioni, ma dobbiamo chiederci – con il professor Stefano Bartolini e il suo rigoroso ricorso ai dati di realtà – quali siano le politiche energetiche effettivamente possibili. E se sia sanabile il conflitto fra gli interessi dell’industria militare e quelli del clima. Cioè di tutti noi.

 

Il bosco degli scrittori - Seme

Alle origini di Aboca Edizioni: le International Lectures e i “semi” di Bruno D’Udine

In principio furono le International Lectures on Nature and Human Ecology, una serie di illuminanti incontri con scienziati e pensatori da tutto il mondo. Ne era direttore scientifico Bruno D’Udine, pioniere del pensiero sistemico e grande seminatore di idee e relazioni.  Molti anni dopo, dai suoi “semi” continuano a svilupparsi le riflessioni alla base del lavoro scientifico, culturale ed editoriale di Aboca.

Come si orientano gli animali nello spazio e nel tempo?

Come riescono gli animali (esseri umani inclusi, è ovvio) a ritrovare la strada di casa, stimare la durata di un grido di allarme o interagire in complesse reti sociali? Forse queste capacità eterogenee sono strettamente legate tra loro nel modo in cui funziona il cervello.

Perché credere agli scienziati e non a tuo cugino

C’è un bias psicologico che impedisce all’umanità di praticare una strategia globale per evitare il collasso ecosistemico, sulla base dei dati scientifici.
Intervista a Luca Mercalli, climatologo.

Per distinguere il bene dal male, impariamo dall’albero

Orfano di ideologie politiche e di fedi religiose, il nostro tempo deve trovare nella natura le radici della coscienza etica.
E coltivare la domanda: perché è meglio fare il bene che fare il male?